Le Sentenze dello Studio – Amministratore società di capitali e rapporto dirigenziale

La Corte d’Appello di Milano, con sentenza n. 939/2013 del 17 luglio – 5 novembre 2013, ha affermato la compatibilità e cumulabilità, in linea teorica, della carica di amministratore delegato di una società di capitali con un rapporto di lavoro subordinato di natura dirigenziale.

Nella specie l’amministratore delegato di una società di capitali, una volta cessato il rapporto sociale, ha proposto ricorso ex art. 414 cpc nei confronti della società, cliente dello studio, chiedendo di accertare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato di natura dirigenziale a latere del rapporto sociale.

La Corte d’Appello di Milano, confermando la sentenza di primo grado, ha rigettato la domanda in quanto non è emerso “un quid pluris rispetto alla prestazione connessa alla carica sociale in quanto tale”.

In particolare non è emerso che l’amministratore abbia svolto compiti e funzioni ulteriori e diversi rispetto a quelli connessi alla carica sociale.

Inoltre la Corte, richiamato l’orientamento della Corte di Cassazione, ha evidenziato come l’indagine circa la sussistenza degli indici sintomatici della subordinazione deve essere svolta con estremo rigore e tenendo presente che l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte del consiglio d’amministrazione e del Presidente del consiglio d’amministrazione non costituisce di per sé indice sintomatico della subordinazione, trattandosi di tipica espressione dell’onere sul generale andamento della società previsto dall’art. 2392, 2 comma, c.c.