Le sentenze dello Studio – trasferimento d’azienda

Il Tribunale di Torino, con sentenza del 11.12.2012, ha ritenuto che un pur consistente passaggio di lavoratori da una società (che aveva sospeso l’attività imprenditoriale e che veniva successivamente dichiarata fallita) ad un’altra non integra, in assenza di ulteriori elementi, un trasferimento d’azienda ai sensi dell’art. 2112 c.c..

Nel caso in esame alcuni lavoratori di una società poi dichiarata fallita evidenziavano che un consistente numero di colleghi erano stati assunti ex novo da altra società da poco costituita ed operante nel medesimo settore merceologico. I ricorrenti sostenevano che nella specie si sarebbe di fatto realizzato un fenomeno di sostituzione di un impreditore all’altro nell’esercizio dell’azienda, con conseguente applicazione dell’art. 2112 c.c.; ciò anche in considerazione del fatto che, a loro dire, la nuova società, tra l’altro, avrebbe utilizzato il know how della predendete società ed avrebbe acquisito i clienti e le commesse di quest’ultima.

Chiedevano pertanto la condanna della società convenuta ad assumere la titolarità dei rapporti di lavoro con la loro formale assunzione, il mantenimento del livello d’inquadramento e della retribuzione in essere presso la società datrice di lavoro poi fallita.

La società convenuta, assistita dal nostro studio, si è costituita in giudizio evidenziando di essere dal tutto autonoma e distinta dalla precedente società datrice di lavoro dei ricorrenti; di avere acquistato ex novo tutti i macchinari e le attrezzature necessarie per lo svolgimento dell’attività; di avere assunto alcuni dipendenti della società precedente in quanto alla ricerca di personale da assumere. La società convenuta contestava inoltre di avere acquisito i clienti della precedente società e di averne ultimate le commesse non evase.

Il Tribunale di Torino ha rigettato il ricorso proposto dai lavoratori evidenziando che il consistente passaggio di lavoratori da una società che aveva sospeso l’attività per cassa integrazione straordinaria in attesa del fallimento ad un altra, per quanto significativo non può, in assenza di ulteriori elementi che non sono emersi a seguito dell’approfondita istruttoria svolta, fare ritenere che vi sia stato un passaggio di un “complesso organizzato in sè atto all’esercizio dell’impresa“, con conseguente applicazione delle tutele di cui all’art. 2112 c.c..